Pensiero del Parroco

41Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: "Io sono il pane disceso dal cielo". 42E dicevano: "Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: "Sono disceso dal cielo"?". 
43Gesù rispose loro: "Non mormorate tra voi. 44Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 45Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. 46Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. 47In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
48Io sono il pane della vita. 49I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".
 
Terza domenica con il capitolo sesto di San Giovanni: il discorso sul pane di vita entra nel vivo e subito le parole di Gesù suscitano un vasto fronte di resistenza. Non è, però, un'opposizione frontale, quanto un tam tam sotterraneo che San Giovanni chiama 'mormorazione' rievocando così il tempo della permanenza degli Israeliti nel deserto dopo l'uscita dall'Egitto. Allora nelle tende del popolo si mormorava criticando Dio e Mosè per non essere stati all'altezza della situazione, ciò che Dio operava veniva impietosamente passato al vaglio e ben poca cosa rimaneva. Nei salmi si collega la mormorazione alla mancanza dell'ascolto e all'indurimento di cuore e anche a questi le parole di Gesù in risposta a quanto si diceva sul suo conto rimandano aggiungendo e argomentando il fatto che la mormorazione è parente stretta dell'incredulità nei suoi riguardi, di Gesù cioè.
La mormorazione è anche di oggi: quando la parola di Dio proclamata nella celebrazione mette a nudo una nostra mancanza e noi percepiamo chiara la distanza, siderale, che passa fra un nostro sentire e le esigenze messe in luce dalla Parola di Dio; e nonostante ciò rimaniamo del nostro avviso e magari ci viene fatto di commentare poco benevolmente la Parola, allora noi mormoriamo. Quando, per un cortocircuito spirituale figlio di una concezione superficiale del rapporto fra Dio e l'uomo, ce la prendiamo con Gesù e con Dio (i motivi immediati possono essere vari, la genesi della risoluzione pratica è la medesima in tutti i casi) e tronchiamo con la Messa, noi mormoriamo. Quando abbiamo da accampare motivazioni su motivazioni per minimizzare una nostra mancata partecipazione alla celebrazione, noi mormoriamo. 
Mormoriamo: Dio non è mai all'altezza, Dio dovrebbe fare, Dio dovrebbe dire, così non va, così non si fa, ma dove ci sta portando?, ma che è questo?, e via discorrendo.
Mormoriamo e manchiamo di fede, siamo increduli. 
 
 
Parrocchia Sacro Cuore di Gesù
Via Alcide de Gasperi n. 9
Campi Bisenzio, (FI) - 50013
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