26 febbraio 2020: inizia la Quaresima, nel frastuono mediatico del Covid-19 e nel bel mezzo del ritorno possente di ancestrali paure, mai sepolte del tutto, che ci riconducono all’evidenza prima e ultima della vita dell’uomo: «ricordati che sei polvere e in polvere tornerai».
Inizia la Quaresima per metterci nuovamente di fronte al nostro sguardo quella che il Papa chiama «la tenace volontà di Dio di non interrompere il dialogo di salvezza con noi» poiché non basta ricordarsi d’essere polvere e destinati a tornare polvere. Questo è un ricordo che da solo non porta a niente e da nessuna parte, genera solo disperazione, libertinismo e pazza gioia, indifferenza, cinismo.
Inizia la Quaresima, invece, per ricordarci che, sì, siamo polvere, dalla polvere veniamo e polvere torneremo, ma, soprattutto e anzitutto, che «la nostra vita nasce dall’amore di Dio Padre, dalla sua volontà di dare la vita in abbondanza» così come il Mistero pasquale, Cristo dato alla morte per noi e risorto per la nostra salvezza, ci rappresenta e manifesta. E questo è un ricordo che genera letizia, speranza, vita buona e gioia santa, condivisione, dono, misura. Sì, sono e rimango polvere, ma nelle mani del Padre che infonderanno a questa polvere nell’ultimo giorno un soffio perenne di vita!
Santa Quaresima a tutti, fratelli e sorelle in Cristo, e andiamo avanti nell’amore del Signore, con fiducia e speranza, non cedendo a irrazionalismi e isterismi tanto di moda in questi giorni, ma facendoci scudo e argine, consolando e sostenendo chi è più fragile e accompagnandolo nelle sue paure e nelle sue incertezze.
