Pensiero del Parroco

Il vangelo secondo Luca riferisce che la nascita di Gesù fu annunciata ai pastori da angeli che cantavano "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che essi ama" (Lc 2,14). La pace è il segno per eccellenza dei tempi del Messia, pienezza di vita e di gioia per il popolo di Dio. 
Nel brano di questa domenica, ventesima del tempo ordinario (18 agosto 2019), Gesù in persona afferma, rivolto ai discepoli, di non essere venuto a portare pace, ma divisione, e subito cita una serie di conflitti interni alle famiglie che nei profeti costituiscono uno dei segni della tribolazione finale. 
Che pensare, dunque? 
Un integralista potrebbe vedervi un incitamento alla guerra santa nel nome di Cristo, il fondamento divino dell'adagio Deus lo vult, la giustificazione per uno scontro di civiltà per conto della verità. Ma il Signore non vuole guerre sante. Il Signore non vuole discepoli che ingaggino battaglie e scaramucce in nome suo e agitino, come degli invasati, i simboli della fede brandendoli a mo' di strumenti di lotta mondana. Il Signore è il principe della pace, è - come afferma San Paolo - la nostra pace, il riconciliatore e il mediatore fra l'uomo e Dio.
Il discepolo non può che essere uomo, donna che cerca il dialogo, promuove la riconciliazione, le tenta tutte perché si stabiliscano relazioni, si costruiscano ponti, si trovino punti di convergenza. Nel piccolo come nel macro. Il discepolo, se è tale, sa tutto questo e opera conseguentemente. Egli è consapevole, al tempo stesso, del fatto che la sua appartenenza a Cristo lo segna e lo identifica; che il Vangelo, che custodisce e che proclama, costringe l'uditore a prendere una posizione, a schierarsi; che qui può nascere, e di fatto accade che nasca, la divisione; che essa può scardinare i legami stessi di sangue, data la maggior forza del legame della fede rispetto a quest'ultimi. Non predica e non fomenta guerre sante il discepolo di Cristo, altrimenti non è tale, ma è un impostore e un mistificatore. Non è nemmeno un illuso che non si rende conto del prezzo da pagare per la sua fedeltà al Vangelo, ma non per questo cede alla logica mondana della contrapposizione e della vendetta. Preferisce subire l'umiliazione e offrirla al Signore. Prende a modello i martiri: non rinnegano Cristo e non maledicono i loro carnefici.   
Parrocchia Sacro Cuore di Gesù
Via Alcide de Gasperi n. 9
Campi Bisenzio, (FI) - 50013
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