La Chiesa ci propone per suffragare le anime del Purgatorio anche la pratica delle indulgenze. Queste ottengono la remissione della pena temporale dovuta per i peccati. Ogni colpa, anche dopo il perdono, lascia come un debito da riparare per il male commesso. La Chiesa trae dal suo tesoro “spirituale”, costituito dalle preghiere dei Santi e dalle opere buone compiute da tutti i fedeli, quanto è da offrire a Dio perché Egli “condoni” alle anime dei defunti quella pena che altrimenti essi dovrebbero trascorrere nel Purgatorio.
L’indulgenza più nota è legata alla commemorazione di tutti i defunti.
Si può celebrare l’indulgenza plenaria a partire dal mezzogiorno del 1° novembre a tutto il 2 novembre visitando una chiesa, (si reciti almeno un Padre nostro e il Credo). Questa indulgenza si può celebrare una sola volta nei due giorni ed è applicabile solo ai defunti.
Si aggiungono le solite condizioni per le indulgenze: distacco da ogni affetto al peccato anche veniale, Confessione, Comunione, preghiera secondo le intenzioni del Papa (Pater, Ave, Gloria) che possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti il 2 novembre.
Inoltre nei giorni dall’1 all’8 novembre chi visita il cimitero e prega per i defunti può celebrare una volta al giorno l’indulgenza plenaria, applicabile ai defunti, sono sempre da rispettare le condizioni generali di cui sopra. È sufficiente confessarsi una sola volta per celebrare più indulgenze, invece la Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa vanno ripetute ogni volta.
